I servizi di consulenza finanziaria in attuazione della Direttiva Mifid hanno aperto un settore di attività molto proficuo che tuttavia richiede importanti azioni sulla infrastruttura tecnologico-applicativa.
L’implementazione di un nuovo modello di consulenza non può infatti prescindere da un adeguato ripensamento del modello di relazione con il cliente e degli strumenti tecnologici a supporto.
Gli strumenti tecnologici per i servizi di consulenza devono oggi rispondere in modo coerente ed appropriato alle esigenze del mercato, al sistema organizzativo ed infrastrutturale della banca erogatrice del servizio e non ultimo alla normativa di riferimento. Inoltre affinché il modello di consulenza abbia una efficace attrattiva sul cliente è fondamentale che sia caratterizzato da un forte livello di personalizzazione verso il cliente stesso. Su tale imprescindibile assunto la banca deve necessariamente dotarsi di strumenti operativi di nuova generazione per la gestione della relazione verso il cliente, strumenti che garantiscano, tra l’altro, flessibilità nella configurazione, completezza nelle informazioni messe a disposizione, semplicità e fruibilità nell’utilizzo e nella gestione. Parliamo di tecnologie all’avanguardia capaci contestualmente di supportare i diversi modelli organizzativi scelti a livello centrale: l’advisory centrale con approccio ad una forte standardizzazione delle proposte attraverso portafogli modello di riferimento, il private banker nel ruolo di gestore diretto della relazione con massima libertà d’azione sugli strumenti da offrire, ovvero l’ufficio studi in grado di fornire strumenti realmente su misura per ciascun cliente.
In sostanza sono oggi necessari strumenti che consentano di standardizzare prodotti e profilatura, ma anche poi di costruire su misura la consulenza per il cliente.
Fin qui i requisiti dello strumento di relazione. La vera sfida è nel consentire a tali oggetti di essere compatibili e totalmente integrati con le infrastrutture bancarie “tradizionali” senza condizionarle o esserne condizionati.
A questa sfida Armundia ha risposto con piattaforme in grado di supportare l’intero processo di advisory.
In accordo con la normativa MiFID, Armundia Wealth Shaper consente infatti la gestione di dossier di tipo “consulenza” garantendo operatività con funzioni specifiche di tracciatura del contatto e delle proposte.



